“Cari fedeli anch’Io ho un sogno”

Carissimi parrocchiani mi vorrei presentare:

Mi chiamo Renzo Bertoli e sono un religioso Carmelitano. Sono nato nel 1965. Ho studiato presso la facoltà teologica di Milano e sono stato ordinato sacerdote nell’ottobre del 2000 nella mia città di Sassuolo. Fra due mesi inizierà un nuovo Anno Pastorale con la prima domenica di Avvento e da quest’anno sono il Nuovo amministratore parrocchiale (la presentazione ufficiale avverrà domenica 18 ottobre alla santa Messa delle ore 11 e verrà a presiedere Mons. don Stefano Rosati). Nella mia prima esperienza da parroco a Milano una signora mi ha chiesto: “Come sogna la propria parrocchia un parroco?”sono rimasto un po’ stupito, perché solitamente avviene il contrario: è la gente che quando mi parla della parrocchia mi dice vorrei, desidererei… Istintivamente, quando ho udito la parola sogno mi sono ricordato delle parole che Martin Luther King pronunciò in uno dei suoi discorsi più famosi: “I have a dream”, io ho un sogno. Anch’io nel mio piccolo, posso dire di avere un sogno, anzi, più sogni.

Se la parrocchia è una comunità di credenti che risiede in un determinato territorio, sogno che ogni cristiano si possa sentire responsabile e non dica tanto c’è già chi lavora o la responsabilità è del parroco. Se si parla di comunità, si parla di vita, di relazioni, di scelte e di progetti. Per creare la comunità, c’è bisogno di tutti!

Se la parrocchia è una comunità da costruirsi, c’è bisogno di tutti, perché ogni battezzato è chiamato a vivere in Cristo e a costruire il suo Corpo che è la Chiesa. Sogno, perciò, che il parroco non sia costretto a supplicare la sua gente che c’è bisogno di forze nuove. Sogno di trovarmi, invece, davanti cristiani di ogni età, che per amore di Cristo Crocifisso mi dicano: “Parroco vorrei prendermi cura dei bambini perché mi piacerebbe trasmettere loro la fede che ho ricevuto; vorrei aiutarla perché so che in parrocchia vi sono non pochi malati o persone sole, soprattutto anziani da aiutare; vorrei dare il mio contributo per migliorare la liturgia domenicale mettendole a disposizione le mie capacità nella lettura o nel canto…”

Se la parrocchia è una comunità da costruire , sogno nuovi e nello stesso tempo profondi rapporti ra già chi vi lavora o chi, da fuori, la considera come un supermercato nel quale deve trovare ciò che cerca, e guai se il parroco o qualcun altro osa dire di no! Spesso ci si accorge subito che manca la capacità di perdonare e di accettare l’altro così com’è.

Sono sicuro di poter sognare tutto questo e tanto altro ancora, perché so che a monte c’è una “centrale elettrica” con potenzialità infinite. Questa “centrale elettrica” che è l’amore, è nata da più di duemila anni fa: è l’eredità che Gesù Cristo ci ha lasciato e attraversa tutta la storia. Ogni cristiano, nessuno si senta escluso, ha ricevuto il compito di portare questa energia che è la scossa di Cristo, perché tutto questo divenga realtà. C’è bisogno del nostro sì e della nostra libertà!

Spero che al di là delle nostre opinioni personali, alle porte del nuovo Anno Pastorale e dei cambiamenti attuali nella parrocchia, nessuno creda di avere il diritto di giudicare tutto e tutti o di sentirsi il custode della verità, ma che ci sai la voglia di convertirci al Signore e, tutti insieme, di sentirci responsabili della nostra parrocchia, perché c’è tanta gente che ha bisogno no di cose ma di una presenza , di una buona parola. Forse i miei sogni li vedo specchiati in questa frase del Beato Pier Giorgio Frassati: “Vivere senza una fede senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la verità, non vivere ma vivacchiare”.

Vi voglio bene

Il vostro nuovo parroco

Padre Renzo Bertoli

p. Renzo Bertoli

Di admin